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Le basi dei linguaggi di programmazione

In informatica, un linguaggio di programmazione è un linguaggio formale, dotato di un lessico, di una sintassi e di una semantica ben definiti, utilizzabile per il controllo del comportamento di una macchina formale o per la programmazione di questa attraverso la scrittura di un programma sotto forma di codice.

 

Questi sono alcuni dei concetti principali della programmazione:


Variabile: un dato o un insieme di dati, noti o ignoti, già memorizzati o da memorizzare; ad una variabile viene sempre riservato un certo numero di locazioni di memoria. Molti linguaggi inoltre attribuiscono alle variabili un tipo, con differenti proprietà (stringhe, numeri, liste ecc).

 

Istruzione: un comando oppure una regola descrittiva. Ogni volta che un'istruzione viene eseguita, lo stato interno del calcolatore cambia.

 

Espressione: una combinazione di variabili e costanti, unite da operatori; le espressioni sono state introdotte inizialmente per rappresentare le espressioni matematiche, ma in seguito la loro funzionalità si è estesa. Una espressione viene valutata per produrre un valore.

 

Strutture dati: meccanismi che permettono di organizzare e gestire dati complessi.

 

Strutture di controllo: permettono di governare il flusso di esecuzione del programma, alterandolo in base al risultato o valutazione di una espressione (cicli iterativi e strutture condizionali).

 

Sottoprogramma: un blocco di codice che può essere richiamato da qualsiasi altro punto del programma. In tale ambito quasi tutti i linguaggi offrono funzionalità di riuso di codice accorpando cioè sequenze di istruzioni all'interno di funzioni richiamabili secondo necessità all'interno di programmi o all'interno di librerie richiamabili in ogni programma.

 

Funzionalità di input dati da tastiera e visualizzazione dati in output (stampa a video).